Chi sono

Ciao, sono Salvatore Tribastone, Business Advisor. Innanzitutto un caloroso grazie per avermi fatto questa visita. Due paroline su di me. Sono nato a Ragusa e qui vivo da allora. Sono diplomato in Chimica Industriale, ho studiato Scienze della Mediazione Linguistica all'Università di Catania e frequentato numerosi corsi di PNL, Marketing, Vendita, Economia, Finanza, Scienze Bancarie e tutto quello che ruota intorno a queste discipline alla Mediolanum University Corporate.

Nella mia vita (sono del 1977) ho fatto di tutto dal punto di vista lavorativo: dall'operatore di una lavanderia industriale al commesso, dal salumiere al procacciatore d'affari, dal webmaster all'organizzatore di eventi.

Fino al 2014 ho lavorato come Promotore Finanziario per un noto Istituto Bancario e lì, per circa otto anni, ho imparato e sviluppato la maggior parte delle mie conoscenze e competenze. Devo ammettere che quello era un lavoro decisamente soddisfacente sia dal punto di vista personale che da quello economico e quegli otto anni sono stati un periodo della mia vita notevolmente entusiasmante e appagante. Mi ero costruito una posizione e amavo quello che avevo fatto. La sera, quando tornavo a casa, la stanchezza cedeva sempre il posto alla soddisfazione. 

Purtroppo, però, un giorno commisi un grave errore che di lì a poco mi sarebbe costato un bel po’: un acquisto immobiliare in un momento errato, con modalità e condizioni sbagliate. Potrai dirmi (e me lo dico anche io): ma come può un esperto di finanza fare un errore del genere? Ebbene, è possibile. Preso com’ero dalla consapevolezza di essere in gamba nel mio mestiere, non mettevo in conto che mentre per i clienti ero minuzioso e puntiglioso, per me sarei stato meno riflessivo. Avevo totalmente abbassato la guardia, convinto di star facendo la cosa migliore. Avrei dovuto consigliarmi con qualche amico, o collega, e invece no. Feci quel passo, un passo più lungo della gamba. A questo punto è facile capire come andarono le cose: cominciai a lavorare con molto più stress addosso, ero meno sereno e le scadenze mensili, molto alte, erano sempre alle porte. Così, anziché impegnarmi di più, cominciai ad abbattermi, a sentirmi incapace di farcela, ad avere paura di non essere in grado di uscirne. È una paura terribile, che ti divora da dentro e ti fa sentire come se non avessi più un terreno solido sotto ai piedi. E l’unica conseguenza di tutto ciò fu, ovviamente, che si cominciarono a realizzare le paure. I soldi sul mio conto diminuivano vertiginosamente e insieme a quelli anche i guadagni mensili risentirono molto del mio lavorare sotto stress. Nel frattempo, l’attività che svolgevo mi “obbligava” a delle spese necessarie dalle quali non potevo esimermi, così nell’arco di pochissimi mesi mi ritrovai, passami il termine, col culo a terra. 

Credimi, non riuscivo ad accettare di aver sbagliato e poi fallito miseramente e di non essere stato in grado di “salvare la situazione”. Non avevo la forza di rialzarmi e tutto mi sembrava talmente buio che non vedevo soluzioni. Era come se fossi inciampato su delle rotaie e, nonostante sentissi il treno sempre più vicino, mi ero arreso e non provavo nemmeno a salvarmi. Sono stati mesi terribili durante i quali avevo perso la stima in me stesso e, insieme ad essa, la fiducia in me stesso. “Valgo meno di zero, sono un fallito” mi dicevo. Avevo perso la voglia di vivere. Nonostante ciò, cercavo di fingere a casa che tutto fosse apposto, non volevo fare preoccupare i miei cari nonostante ormai mi sentivo come se fossi legato a un macigno e obbligato a trascinarmelo dietro. Ormai anche il rapporto coi miei capi non era più quello idilliaco di un tempo. Fino a quando avevo fatturato bene ero bravo e ricevevo pacche sulla spalla, ma nel momento in cui la mia persona era distrutta (e intendo psicologicamente), anziché una mano tesa, ricevevo pugnalate, quasi che mi spingevano verso un baratro di disperazione. 

È stato duro quel periodo, e non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico. La parte più brutta era la sera, quando dovevo fare i conti con me stesso. Sentivo un vuoto dentro e una solitudine pazzeschi, era come se non ci fosse nessuno pronto a tendermi la mano. E le settimane passavano, il lavoro andava sempre peggio, il conto sempre più in rosso, i debiti in continuo e irrefrenabile aumento. 

Ero arrivato al limite ormai e forse ero pronto a commettere qualche sciocchezza. Ma, per fortuna, una luce si fece strada in quel buio profondo. Quella luce, fu la voce di mia madre che, un pomeriggio, senza che vi fosse una discussione alla base, mi disse: “Salvo, rialzati. Dentro di te hai i mezzi per ricostruirti, so che puoi farcela, tu sei di più!”. Le mamme si accorgono sempre di tutto, e io che pensavo di aver nascosto bene ogni cosa. Quella frase fu per me di gran sollievo, fu come bere acqua fresca in un deserto rovente. Mia madre vedeva non il fallito, colui che aveva commesso un errore che lo aveva rovinato, ma una persona capace di reinventarsi. Furono attimi, gli attimi più importanti della mia vita, perché in quei momenti l’oscurità parve ritirarsi e, improvvisamente, si fecero avanti tante soluzioni.

“Perché non provi a cambiare, sai fare così tante cose tu?” mi domandò. Credimi che un mental coach non avrebbe saputo fare di meglio. Le bastarono poche frasi per aprirmi gli occhi e per annullare i limiti che io stesso mi ero posto. Sì, era vero, sapevo fare altro, perché avrei dovuto continuare con un’attività che ormai da mesi non mi dava più nulla? 

Così cominciai ad analizzare tutta la situazione e, a mente più serena, compresi che, errore o meno, era quel lavoro che non andava affatto bene per me. Era l’impostazione di alcune regole nel mio team, che non era congeniale al mio modo di lavorare; si trattava del come dover portare avanti quel lavoro che non mi permetteva di incrementare i miei guadagni ma, al contrario, mi faceva guadagnare molto meno rispetto a quanto avrei dovuto e presto o tardi me ne sarei accorto. L’errore di quell’acquisto immobiliare fu solo un catalizzatore… così presi una decisione. È vero, forse drastica, ma era necessaria: rassegnai le dimissioni. C’era un mondo che mi aspettava, là fuori, e io dovevo solo uscire da me stesso e andare in quel mondo per prendermi ciò che volevo, non potevo più aspettare.

Dopo aver rassegnato le dimissioni cominciai subito col domandarmi: cosa vuoi fare? Cosa ti piace fare? Cosa sei in grado di fare? Così cominciai a stilare un elenco di competenze e abilità che soddisfacevano tutti e tre i requisiti: voglio farlo, mi piace farlo, sono in grado di farlo. E la mia nuova vita iniziò. 

Cominciai riprendendo in mano la mia vecchia attività di webmaster. Ho sempre avuto un debole per tutto quello che è il mondo del web e, mentre riprendevo a studiare (in quegli otto anni il mondo del web building era completamente cambiato) per rimettermi al passo coi tempi, mi approcciavo a un’idea che mi cresceva dentro da molto, molto tempo: lavorare online. Già solo dire quelle due parole mi faceva stare bene. Perciò, mentre da un lato mi dedicavo alla ricerca di clienti, dall’altro studiavo tutto ciò che si poteva studiare, seguivo corsi online e leggevo libri e e-book ogni volta che fosse possibile. Questo, mi permise di allargare incredibilmente le mie conoscenze, la mia cultura nell’ambito dell’online, delle vendite e imparare moltissimi nuovi argomenti.

La cosa bella di questo periodo è stata che, improvvisamente, riscopro di avere tanti amici. Col lavoro precedente le mie giornate erano assorbite dagli appuntamenti coi clienti, dalle riunioni coi colleghi, dai corsi studio, dai vari test ed esami da svolgere periodicamente, dallo studio e così via. Avevo trascurato gli amici e la famiglia e ora, invece, riscoprivo cosa significava stringere una mano, abbracciare una persona. Ti potrà sembrare stupido, ma io mi sentivo rinato! Mi sentivo nuovamente felice, sereno. Sentimenti che per otto anni avevo messo da parte. E dopo tanto tempo, accanto a me c’erano persone che mi sostenevano, che mi incoraggiavano, che mi rassicuravano e che, soprattutto, mi facevano ridere da matti. Dopo tutto quel buio che avevo avuto dentro di me, credimi che ridere è stato meglio di una medicina. Ora, ero nuovamente me stesso! 

Cominciai così a crearmi un sito, farmi conoscere e lavorare: ma stavolta ero io il mio capo, io i miei dipendenti. Potevo gestire tutto secondo il mio modo di vedere e di concepire l’attività. E sebbene fossi animato da buoni principi, sebbene avessi tante capacità e tanta voglia di fare, non riuscivo a guadagnare quella cifra minima che mi permettesse di non pesare ancora sui miei.

Così cominciai a sfruttare un po’ del tempo libero anche per provare nuove esperienza lavorative e tentai di “arrotondare” le mie entrate seguendo tutti quegli annunci in cui si promettono alcune centinaia di euro al mese per i vari programmi di pay per click, pay per views, scambio link, ecc. Te lo devo dire: lascia perdere questi programmi se vuoi crearti un'attività online tutta tua e che ti permetta di ricevere soddisfazioni economiche e professionali.

Una bella sera uscii con una mia amica, che per inciso era anche la mia ex, ma abbiamo sempre mantenuto un rapporto molto forte. Mi invitò a cena. Ricordo che trascorsi una bella serata: si parlava e scherzava come al solito. Poi le chiesi come le stessero andando le cose col lavoro e lei, dopo avermi raccontato un paio di situazioni mi fissò e mi disse: “E tu, invece, quando te lo trovi un lavoro vero?”. Lì per lì la frase mi ferì così tanto che non seppi nemmeno risponderle. Il mio è un lavoro vero, pensavo tra me e me, ma mi ero talmente fatto prendere da quelle parole che rimasi muto. Quella domanda mi tormentò per un po’ di tempo: era questo quello che pensavano i miei amici di me? Stavo facendo un lavoro vero? O stavo giocando? Eh sì, non ti nascondo che un attimo di tentennamento l’ho avuto e cominciai pure a pensare che forse lei aveva ragione. E la mia mente si lasciò andare nuovamente nei suoi tira e molla di riflessioni. Per fortuna, e sottolineo, per fortuna, alcuni giorni dopo, decisi di presentare delle nuove proposte a quattro potenziali clienti. Mi ero dato un ultimatum: se uno solo di questi rifiuta, allora la mia amica ha ragione, dovrò trovarmi un “lavoro vero”. Ebbene, sono ancora qui a scriverti, per cui penso che immagini cosa sia successo: lo scorso Agosto, mentre tutti erano in ferie, io contattai via sms quei quattro potenziali clienti preannunciando una mia visita per il giorno successivo, inserendo alcune generalità della mia proposta. La proposta non riguardava più soltanto la semplice realizzazione di un sito, ma quello che, poi, pian piano, sarebbe diventata, e attualmente è, la mia attività professionale. Quindi qualcosa di molto corposo e più completo per un’azienda e, soprattutto, più adatto a questi tempi.

L’indomani, in una sola mattinata ottenni i miei primi quattro sì.

Ed è per questo che oggi mi trovo qui, a raccontarti di me, della mia storia. Sono qui per dirti che se anche tu stai attraversando un momento di desolazione, di scoraggiamento, perché magari non trovi lavoro, o l’hai perso, o quello che svolgi non ti soddisfa. Se hai problemi economici e non sai come uscirne e ti senti solo, incompreso e talmente giù da non sapere come muoverti; oppure, magari, sei semplicemente alla ricerca di qualcosa di più, io ti dico: puoi farcela. Io sono qui per aiutarti, perché anche tu possa uscire da quel buio e trovare e incamminarti sulla strada del successo.

© 2017 La Strada del Successo - di Salvatore Tribastone - viale Margherita, 9 - 97100 Ragusa - P.IVA: 01214770883

Contatore accessi gratuito

 

© 2017 La Strada del Successo - di Salvatore Tribastone - viale Margherita, 9 - 97100 Ragusa - P.IVA: 01214770883